L’idea di associare la costruzione controllata dello spazio alla composizione musicale attraverso regole armoniche e proporzioni comuni non è mai definitivamente tramontata e la suggestiva definizione goethiana dell’architettura, intesa come musica congelata, intercetta ancora oggi la sensibilità di molti. Tuttavia la gestione della complessità e la capacità previsionale sembrano attualmente convivere con difficoltà all’interno del progetto contemporaneo. Assorbire o proporre rapidamente un cambiamento significa per l’architetto fare affidamento sulle proprie capacità di reazione e adattamento, coltivando il senso del possibile e mostrando, in sostanza, l’abilità di improvvisare. Se in passato la musica era in grado di fornire analogie significative con il progetto di architettura, cambiato quest’ultimo, è ancora in grado oggi di contribuire all’indagine sul progetto dello spazio, magari attraverso altri modelli rispetto a quelli della classicità? Tra le diverse forme musicali, il jazz assorbe e realizza un metodo che pone l’improvvisazione al centro delle proprie ragioni costitutive. Il testo indaga il rapporto tra l’architettura e la musica jazz soffermandosi su come quest’ultima sia in grado di proporsi come un modello per il controllo dei processi di trasformazione dello spazio.
EAN
9788891768650
Data pubblicazione
2018 07 23
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
122
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