Il piano di riorganizzazione dell’industria cantieristica italiana elaborato nel 1966 dal governo e dall’Iri ha conseguenze profonde a Trieste e nella Venezia Giulia: modifica radicalmente l’assetto di uno dei settori portanti dell’economia locale, ma spacca anche le forze politiche e i sindacati, provoca le più gravi violenze di piazza del secondo dopoguerra, lascia nell’opinione pubblica un deposito velenoso di pregiudizi e risentimenti nei confronti dell’Italia. Ricostruita per la prima volta sulla base di un ampio scavo documentario, in particolare l’Archivio storico dell’Iri, questa vicenda si configura come una sorta di “rivelazione” di tutti i nodi della tardiva e difficile reintegrazione di Trieste nel Paese dopo gli anni dell’amministrazione anglo-americana: i caratteri di un’economia asfittica e assistita, i conflitti politici, i rapporti della classe dirigente triestina con Roma, lo spirito pubblico. Ma è una vicenda che anticipa anche in modo paradigmatico la degenerazione delle partecipazioni statali. L’esito del piano è infatti fallimentare: i pesanti condizionamenti politici finiscono per perpetuare e anzi rafforzare la funzione assistenziale dell’Iri a Trieste.
EAN
9788891782700
Data pubblicazione
2019 06 06
Lingua
ita
Pagine
276
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
366
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Italia matrigna. Trieste di fronte alla chiusura del cantiere navale San Marco (1965-1975)—