Che cosa avevano in comune il neuroembriologo tedesco che, pur senza dividere il premio Nobel con Rita Levi-Montalcini e Stan Cohen, diede un contributo fondamentale alla scoperta dell’NGF (fattore di crescita neuronale), e l’autore di "Essere e tempo"? Oltre alla formazione nell’Università di Friburgo, Viktor Hamburger e Martin Heidegger condividevano l’interesse per la filosofia, ma soprattutto una passione estrema per la montagna e per l’ambiente naturalistico della Foresta Nera. Heidegger fu anche il rettore che nel 1933, applicando la “Legge per la restaurazione del servizio civile professionale”, firmò il licenziamento di Hamburger, il quale aveva origini ebraiche. Viktor, che all’epoca era a Chicago per motivi di studio, rimase per tutta la vita in America, dove a St. Louis, negli anni Cinquanta, mise il suo laboratorio a disposizione di Rita e Stan. Di Heidegger sono note le simpatie per il nazionalsocialismo, la caduta e una sua parziale rinascita. Al di là di due percorsi di vita divergenti, quello che rimase intatto e li accomunò fino alla morte fu l’amore per la natura, che si concretò in un caso nell’atteggiamento olistico di un’“alleanza” con l’embrione; nell’altro caso, in una produzione filosofica, sia pure minore, costellata da continui riferimenti ai sentieri, ai fiumi e al paesaggio alpestre.
EAN
9788891788375
Data pubblicazione
2019 08 21
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
280
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Embrioni e terra natia. Le diverse «fortune» di Viktor Hamburger e Martin Heidegger—