La riforma del terzo settore. L'impatto sugli strumenti di accountability

«La letteratura, nazionale e internazionale, ha da sempre riconosciuto il terzo settore come un aggregato con caratteri diversi rispetto allo Stato e al mercato. La natura privata, la volontarietà di adesione, le finalità di utilità sociale e la presenza di limitazioni (più o meno ampie) nella distribuzione di risultati positivi della gestione sono i principali caratteri riconosciuti alle organizzazioni operanti in questo ambito. Negli anni recenti, il terzo settore ha contribuito a fornire risposte alla crisi del welfare state attraverso la dimostrazione di un costante supporto allo Stato nella soddisfazione dei bisogni collettivi. Nel nostro Paese, negli ultimi trent'anni, istituzioni senza finalità di lucro, erogative e/o produttive, si sono affermate con forza nel perseguimento di obiettivi solidaristici a vantaggio di categorie "deboli" della società. Il ruolo di associazioni riconosciute e non riconosciute, fondazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e altre configurazioni organizzative rientranti nel mondo del terzo settore è divenuto cruciale nel dare compimento al principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale e verticale. Seguendo la crescita del settore, l'ordinamento giuridico italiano ha progressivamente adeguato il proprio corpus legislativo alle necessità di regolamentazione dei differenti aggregati sociali che si sono affacciati nella società civile. Ne è derivato un "groviglio" di normative, atte a disciplinare l'operato di diverse fattispecie giuridiche, con caratteri economico-aziendali comuni, ma diversi per il settore di attività (assistenza, sanità, ambiente, cultura, ecc.), la dimensione e la complessità organizzativa e gestionale. La riforma del terzo settore nasce proprio con l'obiettivo di riordinare il quadro normativo delle organizzazioni, operanti nel terzo settore, del nostro Paese. La legge delega n. 106/2016 e i decreti promulgati nell'ultimo triennio hanno risposto all'esigenza di formare una cornice unitaria, all'interno della quale gli enti del terzo settore possono muoversi alla ricerca di regole di comportamento comuni. L'attuale quadro normativo pur non raggiungendo la piena integrazione, delle discipline di tutte le tipologie di organizzazioni non profit, in un unico corpus legislativo compie un rilevante passo avanti istituendo un sistema che può essere definito "duale". Enti del terzo settore disciplinati dai decreti della recente riforma del terzo settore di affiancano a organizzazioni non profit che, per volontà o non rispetto dei requisiti minimi statuiti dalla riforma stessa, continuano ad operare secondo la previgente normativa...» (Dall'Introduzione di Lucia Montanini e Alessia D'Andrea)

EAN

9788892134539

Data pubblicazione

2020 07 07

Lingua

ita

Pagine

230

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

240

Larghezza (mm)

170

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