Ascrivibile tra le c.d. fattispecie di durata, il reato abituale è prototipo radicato nel patrimonio dottrinale e ad esso si ricorre con assiduità anche nelle aule di giustizia. All’interesse degli studiosi e della giurisprudenza ha fatto da contraltare il silenzio del legislatore, che non ha mai preso posizione né sul piano definitorio né su quello disciplinare. Il che, se da un lato genera incertezze, dall’altro ha fatto sì che la riflessione scientifica si sia contraddistinta per tratti di originalità non riscontrabili negli altri ordinamenti europei. Ciò nonostante, la cifra identitaria della figura è rimasta a lungo nell'ombra e a tutt'oggi resistono pulsioni nichiliste. Ecco che si spiega il senso del presente volume, che, dopo una ricognizione storiografica e comparatistica, si prodiga nella apposizione dei confini “esterni” e nella qualificazione “interna” del reato abituale, riferendo inoltre dei principali impieghi cui si assiste nella law in action. All’esito, sarà forse possibile avvedersi non soltanto degli stimoli teoretici che la figura suscita, ma anche della sua immediata utilità pratica, data l’attitudine ad intercettare fenomeni criminosi dalla postura assiologica specifica.
EAN
9788892145832
Data pubblicazione
2023 01 17
Lingua
ita
Pagine
304
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
150
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Il reato abituale. Prospettive per una possibile lettura rifondativa—