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Da una settimana di vacanza, in tenda, con un amico, nasce la dolorosa scoperta di se di un ventenne. Della sua sessualità diversa, perversa, del suo masochismo. Il protagonista ne parla come potrebbe parlarne un ventenne che non sa scrivere come uno scrittore, che ancora non ha conquistato il perbenismo ipocrita che ci serve per andare avanti, e che ha una sola, impellente, tragica, necessità: capirsi, conoscersi. La nostra sessualità è la nostra parte più intima, più segreta, più vera. Non ce la scegliamo noi a vent'anni. Nasce e cresce con noi. Per questo, spesso, fa paura.
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