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Georg percepì il venir meno del progetto di vendetta come una liberazione dell'animo da una profonda oppressione. Tornando, sollevato e leggero, sui suoi passi, rifletteva sul pensiero che lo aveva bloccato, sul punto di agire aveva capito d'un colpo che nessun evento poteva trasformare un uomo onesto e buono in un assassino. Aveva programmato la soppressione di una vita umana: la sua vendetta sarebbe stata il vero trionfo di quel regime totalitario, almeno con lui la creazione dell'uomo nuovo, la totale disumanizzazione era fallita.
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