«Il 6 aprile 2009 un sisma di forte magnitudo colpisce la città de L'Aquila, capoluogo d'Abruzzo, distruggendo gran parte della città e provocando 309 vittime. Tale data traccia una linea temporale tra un "prima" e un "dopo" terremoto, e comporta in maniera inevitabile un cambiamento non soltanto nell'assetto urbano della città, ma anche nella popolazione stessa, che in seguito al forte trauma vissuto, troverà a confrontarsi con un mutamento interiore non voluto. Anche l'espressione linguistica del capoluogo abruzzese ha risentito dei cambiamenti generati dal sisma; percezione che, alla luce degli stravolgimenti sopra citati, trova ragione nel pensiero generale che domina la scienza della Linguistica, ovvero che il linguaggio e espressione del pensiero umano. Il mio lavoro si propone, dunque, di mettere in luce le ripercussioni dovute al catastrofico sisma del 2009, vagliandole seconda una differente prospettiva, quella del linguaggio».
EAN
9788892364905
Data pubblicazione
2020 01 14
Lingua
ita
Pagine
72
Tipologia
Libro in brossura
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Ventitré secondi. I riflessi di una catastrofe naturale sul linguaggio di una comunità locale—