Una storia da seguire con facilità
Questo testo chiude la trilogia sul cinema contemporaneo poco conosciuto e ancor meno visto, che faceva capolino nel costrutto antologico di "Due tre cose che so" di cinema, trovava poi il suo ampio respiro in Riverberi e qui Tra le rovine riconosce la compiutezza di un rigore cercato e voluto contrapponendo quanto penso che sia e debba essere il cinema del futuro. Quello che non e, che e, e dovra essere instaurano la guida del pensiero e il cinema che governano il mio occhio e la scrittura tentando di trasmettere il senso dei fotogrammi che si sommano sulla retina per decretare l'evoluzione del linguaggio e lo stile che lo traduce.
Dentro trovi soprattutto futuro possibile, tecnologia e società e distopia.
Può funzionare bene per chi ama la fantascienza e lettori curiosi di scenari futuri, con un tono illustrato e speculativo.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.