Sia Kraepelin che Bleuler credevano che la schizofrenia fosse la conseguenza di una alterazione di ordine chimico, anatomico o patologico del cervello. Ma Bleuler confessa che la natura della maggior parte dei disturbi mentali è tuttora oscura e che non sappiamo che cosa sia realmente il processo morboso schizofrenico. E Kraepelin, che pensava di averne provato l'universalità etnografica si era sbagliato, perché aveva confuso il delirio di un primitivo con quello dei suoi pazienti. Per parlare propriamente, gli schizofrenici non esistono che grazie alle virtù pratiche della nostra attività di classificazione. Questo volume sostiene che, come già Bleuler riconosceva, tutti si nasce con innumerevoli identità, di cui solo una ci è nota, quella che chiamiamo "Io" o "Me", che è un prodotto del pensiero. L'"Io" ha il compito di amministrare e contenere tutte le altre che, pari a quella egemone, a nostra insaputa ci abitano. Perché abbiamo molte identità? La funzione delle mille identità consiste nel rendere l'uomo adattabile alle mille varie circostanze della vita, che nell'uomo si presenta multiforme in base alla variabilità del mondo, e che nell'animale è invece unidirezionale, in base alla staticità dell'ambiente specifico dove stimoli e reazioni hanno un unico possibile esito. Quando la psichiatria capirà che l'anima non è una cosa?
EAN
9788892600096
Data pubblicazione
2016 04 01
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
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