Kobane è come un fiore di loto che si tinge di rosso ogni volta che una donna muore per difendere la propria patria dalla minaccia dell'ISIS. Un giorno, in preda al panico, Balla Abdullah alza la cornetta per comporre un numero di telefono nel tentativo di testimoniare, attraverso le sue parole di sfogo, le violenze subite e alimentate dalle "zampe degli aquilotti massonici". A questa chiamata risponde da Roma un autore che grazie a lei indaga sul significato della sua vita. Lo scontro tra i due vissuti non ha un confronto equo, ma gli interlocutori si sentono legati da una situazione emotiva tra l'incudine e il martello. Da questo scambio trovano i motivi per apprezzare i loro pregi e difetti che appaiono come due bolle opposte di uno spara-terrestre che soffre della Sindrome di Calimero e crea due tipi di vittime: gli inconsapevoli felici e gli infantili iracondi. In un invito provocatorio ai governi internazionali e alle famiglie padroni del mondo, dai Rothschild ai Rockefeller, dai Mosés Israel Seif a quelle restanti del Bilderbeg di considerare i paesi instabili del Medio Oriente un insieme di persone e non delle risorse economiche, termina la chiamata per essere un reportage.
EAN
9788892605510
Data pubblicazione
2016 04 12
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
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