Il periodo che va dalla morte di Stalin all'affermazione dei nuovi equilibri internazionali tra URSS e Paesi NATO fu un fenomenale banco di prova per registi, attori e sceneggiatori del cinema sovietico. Per la prima volta si allentò la morsa della censura sulle arti e anche sul cinema, ma nessuno sapeva esattamente fin dove ci si potesse spingere, sia perché non c'erano precedenti sia perché il realismo socialista continuava ad essere formalmente l'estetica di Stato, l'unica consentita. In quegli anni, alcuni registi provarono perciò a sviluppare opere ai limiti delle possibilità offerte, correndo grandi rischi e confidando nel proprio ingegno, in una terra di mezzo fra l'obbedienza apparente e il deviazionismo. Sei di questi cineasti vengono analizzati in questo volume: in ciascuno di essi la vicenda biografica si va ad intrecciare con quella artistica secondo modalità sconosciute in Occidente e in ognuno si nota la tensione dell'essere umano verso la libertà di espressione e di rielaborazione della realtà.
EAN
9788892652910
Data pubblicazione
2017 03 15
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro
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Il cinema del disgelo. Sei registi in cerca di libertà—