Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
«Mia madre diceva che fui portato il ventuno di marzo, di un anno ormai lontano, da una rondine. Abitavano con i miei genitori in una casa piccola, diciamo un nido grande, protetta da un arco antico dove, tra i tanti buchi di vecchie pietre, facevano il nido le rondini, a primavera. In uno di questi loro viaggi venni io. Mi adagiarono in un nido, non in uno di quei fori o sotto i cornicioni di un balcone, ma in uno più grandicello, una stanza; una stanza proprio a ridosso dell’arco. Dalle fessure fiorivano le bocche di leone, dai balconi penzolavano, strillando colori, una moltitudine di garofani. I gerani occhieggiavano, innamorati.»
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