Il Filottete è, a mio parere, una delle più belle tragedie di Sofocle, inferiore forse solo a Edipo re. Ma la difficoltà della lettura di quest’opera ha spesso ingannato la critica, che si è fermata alla superficie, parlando di eccessiva staticità, mentre è proprio nei dialoghi e negli agoni verbali che risplende la grandezza, la profondità e lo spessore ideologico del drammaturgo. Il processo di rivalutazione della tragedia è cominciato con Reinhardt e, dopo la sua opera, finalmente il Filottete è stato analizzato in tutte le sue sfaccettature, compreso il contesto storico (ancor oggi troppo spesso trascurato). Come ha scritto Pucci (la cui analisi mi sembra la più approfondita e ricca di osservazioni fondamentali), “nel Filottete, Sofocle è un maestro di ironia tragica. Dovunque egli rivela la traccia dell’invisibile e del divino; e subito dopo ne mostra la natura inesplicabile. I segni divini – se pur sono tali – sono deboli, incerti, oscuri: gli avvenimenti si succedono per il gioco del caso o di una finalità che non appare mai evidente. Sebbene gli dèi siano possenti, sono visibili solo nel loro mistero. I personaggi umani vivono chiusi nella sfera dell’apparenza: anche quando la verità splende sul loro volto, non la vedono o la scambiano per illusione”.
EAN
9788892670808
Data pubblicazione
2017 06 23
Lingua
ita
Pagine
326
Tipologia
Libro in brossura
Come si presenta questo libro
Una lettura che punta su suspense e curiosità
Il libro si muove nell’area del mistero e della tensione, con un taglio pensato per tenere viva la curiosità e spingere in avanti la lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto mistero, investigativo e suspense.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per chi ama i misteri e lettori di thriller, con un tono tecnico e coinvolgente.
Ideale per
Ideale per chi ama i misteri
È un titolo adatto a chi vuole una lettura capace di creare attesa, spingere a voltare pagina e tenere vivo il bisogno di capire cosa succede davvero.