Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
La Dea della Teasofia non è una nuova “religione”, né un revival storico di un passato idealizzato. È in primis un territorio immaginale, una matrice in grado di produrre realtà. Questo testo, quindi, non è indirizzato solo a ricercatrici e ricercatori spirituali, o a coloro che verso Dea provano un sentimento di devozione; è adatto anche a chiunque abbia il coraggio di sfidare alcune comuni convinzioni e voglia cercare ispirazione per la costruzione di un nuovo umanesimo, uno in grado di rispondere concretamente ai problemi di oggi. Il cambiamento è possibile solo osando ciò che non abbiamo ancora osato.
La Dea della Teasofia non è una nuova “religione”, né un revival storico di un passato idealizzato. È in primis un territorio immaginale, una matrice in grado di produrre realtà. Questo testo, quindi, non è indirizzato solo a ricercatrici e ricercatori spirituali, o a coloro che verso Dea provano un sentimento di devozione; è adatto anche a chiunque abbia il coraggio di sfidare alcune comuni convinzioni e voglia cercare ispirazione per la costruzione di un nuovo umanesimo, uno in grado di rispondere concretamente ai problemi di oggi. Il cambiamento è possibile solo osando ciò che non abbiamo ancora osato.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.