Nel Museo dedicato al «più grande Animaliere italiano dopo il Pisanello», secondo la definizione che di Renato Brozzi diede Gabriele D’Annunzio, si apre una mostra che ha il sapore di una sfida, perché restituisce ad un genere, l’animalismo, la giusta dignità. Un genere straordinariamente ricco di originalità e bellezza, che fino a oggi è stato affrontato per singoli protagonisti ma mai tutto insieme, mai con uno sguardo globale, mai raccolto ed esemplificato in un’unica esposizione, con oltre 100 opere e più di 50 artisti rappresentati. Molti i nomi esemplari (Rembrandt Bugatti, Duilio Cambellotti, Guido Cacciapuoti, Antonio Ligabue, Guido Righetti, Sirio Tofanari, Felice Tosalli), accanto ad altri meno noti ma che lo diventeranno, perché si tratta di artisti di grande qualità. Una mostra unica nel suo genere, che offre per la prima volta una lettura dell’orientamento animalier in modo organico documentandone lo svolgersi in Italia fra Otto e Novecento, a partire da Paolo Troubetzkoy per arrivare a Luciano Minguzzi.
EAN
9788892800120
Data pubblicazione
2020 11 27
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
297
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
1040
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Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento—