«Un regista domani dovrà trovare il modo di vivere d'altro, così come gli scrittori. Sono pochi i letterati che vivono di libri; chi fa l'impiegato, il medico, chi l'insegnante... e così sarà per chi fa il regista. Non si vive e non si vivrà più di cinema, per chi fa l'autore, eccetto rari casi. Quando ero giovane io, ci si poteva ancora campare. E non è stato necessariamente un bene, ha creato in molti illusione, attesa, per me per esempio causa di conflitto e sofferenza, perché confidando nel cinema come mezzo di sussistenza, mi ha spesso tolto libertà di scelta. Gli autori duri e puri o fanno il botto al primo film e poi vivono di rendita, o nascono ricchi di famiglia. Ovvero giovani borghesi, provenienti da famiglie agiate. Quelli che nascono senza il culo coperto si contano sulle dita di una mano. Da qui il rischio di un forte limite, di un cinema omologato, non variegato, borghese, educato, corretto, nella migliore delle ipotesi "sensibile". Un cinema con il senso di colpa, che non alza la voce, debole, timido e impaurito». (Dall'intervista inedita a Peter Del Monte contenuta nel libro).
EAN
9788893040747
Data pubblicazione
2017 12 04
Lingua
ita
Pagine
190
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
2100
Larghezza (mm)
1500
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