Prima della rivoluzione vuol essere per noi che l’abbiamo pensato, progettato, scritto col contributo di una generazione critica trasversale (di età, temperamento, idee e passioni) e così composto com’è, secondo la raccomandazione di Marco Bellocchio («Il critico deve essere un artista») e gli insegnamenti, oltreché il lascito “letterario”, di Adriano Aprà, un passo nuovo nell’approccio alla scrittura della cosiddetta “critica cinematografica”. Non semplice “recensione”, non complicato “saggio accademico”, non messaggio cifrato per iniziati alla magia del Cinema. Niente altro che “narrazione” e, possibilmente, “letteratura” cinematografica, una forma d’arte, appunto, e di aderenza intellettuale e linguistica, a quella magia, che finora è esistita soltanto in alcuni epigoni delle Nouvelle Vague francese del secolo scorso (soprattutto André Bazin, François Truffaut, ma anche Jean-Luc Godard e poi, molto dopo sulle loro orme, Olivier Assayas). Ecco, ci piacerebbe che questo volume inaugurasse una tendenza: non più “scrivere di Cinema”, ma “scrivere Cinema” tout court, così da comporre un racconto. Nel nostro caso il racconto dei “Meravigliosi” anni ’60 del cinema italiano. Interventi di Pedro Armocida, Andrea Cardarelli, Luciano De Giusti, Vittorio Giacci, Anton Giulio Mancino, Domenico Monetti, Stefania Parigi, Cristiana Paternò, Patrizia Pistagnesi, Claver Salizzato, Claudio Sestieri, Sergio Sozzo, Piero Spila.
EAN
9788893042949
Data pubblicazione
2025 12 08
Lingua
ita
Pagine
184
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
145
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
290
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