In letteratura filosofico-morale da qualche tempo è emerso e si sta studiando il tema delle epistemic virtues, vale a dire di quelle virtù che permettono la produzione di buona conoscenza, dove quel buona è da intendersi sia in senso epistemico, vale a dire affidabile, che in senso morale e cioè con riferimento a fini buoni. Il passaggio ulteriore che in questo libro l’autore propone di compiere è quello di osservare l’attività scientifica nel suo aspetto più qualificante e delicato, vale a dire quello del metodo, per cogliere come proprio in questa dimensione la realtà morale sia profondamente presente. In completa antitesi rispetto a un positivismo di massima che vorrebbe escludere ogni riferimento alla sfera personale dal regno della metodologia della scienza, l’analisi intende esplicitare come il metodo – vale a dire il percorso di accesso ai fini propri delle discipline scientifiche – sia esso stesso in origine un’educazione morale dello sguardo. Una capacità di vedere-come, dove il taglio formale che la mente porta sulla realtà è appunto un’ipotesi operativa con un carico di progettualità la quale veicola un tratto etico, e cioè una forma di dover-essere.
EAN
9788893143554
Data pubblicazione
2022 10 13
Lingua
ita
Pagine
210
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
149
Larghezza (mm)
209
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
288
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