Una storia da seguire con facilità
«Dove, questa luce? Su quale dimora si concede, verso quale orizzonte si congeda? È luce che resta o luce da scartare? Che ne facciamo di questo avanzo, di questi frantumi di tardo meriggio dimentico, di fosca meridiana ombria, di opaco tramonto? Quali le lande che abbandona? Cancellato il lenitivo inane di ogni nostalgia, squadrato il disastro, la desolazione, è esausta questa luce: ne ha fatto il poeta nome, ha ridotto “le carni in ceppi tra i fonemi”.» (Dalla Prefazione di Miguel Ángel Cuevas)
«Dove, questa luce? Su quale dimora si concede, verso quale orizzonte si congeda? È luce che resta o luce da scartare? Che ne facciamo di questo avanzo, di questi frantumi di tardo meriggio dimentico, di fosca meridiana ombria, di opaco tramonto? Quali le lande che abbandona? Cancellato il lenitivo inane di ogni nostalgia, squadrato il disastro, la desolazione, è esausta questa luce: ne ha fatto il poeta nome, ha ridotto “le carni in ceppi tra i fonemi”.» (Dalla Prefazione di Miguel Ángel Cuevas)
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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