Non siamo davanti a una poesia semplice. Essa si configura fortemente stratificata e proprio per questo assume connotazioni e significati diversi e paralleli. E una poesia che parte dal dolore per giungere al bene come mezzo di guarigione e speranza. Molto spesso vengono usati verbi al futuro che si contrappongono a periodi di presente in un dualismo costante tra ora e dopo, nero e luce, realtà e aspirazione. Il presente e la realtà sono coperti da un velo buio, rappresentano il dolore, le difficoltà; nel futuro si apre la via, si torna alla luce. Stefania Di Lino nega il verso nel senso tradizionale del termine e crea un modo originale di collocare le parole sul foglio. Il verso, perché tale è, non è definito da un "a capo" ma da un segno grafico singolo o doppio che dona respiro non solo alla lettura, ma al senso stesso della poesia. Siamo di fronte all'opera di una donna-artista che prende in mano la propria poesia e la modella fornendole una forma estetica e contenutistica insieme. È come se tutto fluisse senza interruzione apparente, come se le parole fossero un corso d'acqua nel quale scogli sparsi, ma non a caso, tentassero di limitarne il flusso, senza però riuscirvi e, al termine, lì dove il fiume si getta nel mare, a volte troviamo un luogo inatteso simboleggiato, ad esempio, da una virgola posta alla fine del dettato come a dire che in realtà tale fine non esiste realmente.
EAN
9788893461498
Data pubblicazione
2017 06 23
Lingua
ita
Pagine
101
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
205
Larghezza (mm)
121
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
180
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