«Viviamo il Requiem di un Novecento che chiude l'eredità di un tempo che va via: la celebrazione della fine del maschile e del femminile che si ricongiunge in un unico destino, insieme al requiem delle piante e, perfino, all'agonia di ciò che non esiste. Il Requiem è la rappresentazione dell'eternità, del fallimento che lascia spazio ai germogli: uno spartiacque, la possibilità di cantare i nostri morti. Come ogni opera finale diventa il racconto dell'uomo: la nascita del mondo, la luce perpetua dell'anima. Uccisa la memoria, l'uomo di Sicilia sanguina eternamente con il polso che batte, rimanendo cadavere per gli altri poiché nell'isola il gesto finale si compie solo quando è necessario. Con il suo "Requiem per le vittime della mafia", Cetta Brancato, in quest'opera, conferma il senso dell'eternità dell'esistenza. Le due voci liriche che compongono i versi si alternano in un canto. Sembrano essere la voce di un uomo a cui risponde quella di una donna, ma le anime s'intersecano, si confondono, s'incrociano, si mescolano.» (dalla prefazione di Marco Betta)
EAN
9788893464635
Data pubblicazione
2020 07 17
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
137
Larghezza (mm)
204
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
190
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