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Roma, 25 d.C. Sotto lo sguardo vigile dell'imperatore Tiberio, lo storico Cremuzio Cordo viene processato per aver definito Bruto e Cassio, leader della congiura che settant'anni prima aveva liquidato Giulio Cesare, "gli ultimi veri Romani". La sentenza è in realtà già scritta: gli Annali di Cremuzio saranno dati alle fiamme e il suo stesso autore finirà per togliersi la vita. Eppure, le tracce di quell'opera incriminata sono riuscite a sfuggire alla censura e a giungere sino a noi: appena un pugno di testimonianze e frammenti, sufficienti però a raccontare una pagina appassionante del lungo conflitto fra cultura e potere.
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