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Pubblicato una sola volta nel 1962, Alberto Savinio apre "Vita dei fantasmi" con un poemetto francese in prosa ("Les chants de la mimort") ripreso in realtà da "Hermaphrodito", altro suo capolavoro pubblicato nel 1916. A seguire, "Delle cose notturne", un racconto privo di dialoghi in cui l’autore espone una serie di meditazioni e speculazioni filosofiche sul sonno e sull’attività onirica degli esseri umani. Tema centrale delle ultime due storie ("Vita dei fantasmi" e "La morte di Niobe") è infine la mitologia greca, presentata sotto forma di testi teatrali nella consueta e bizzarra interpretazione saviniana.
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