Ancora una volta la poesia di Piero Marelli, mai solo lirica, si fa epica e sfida estrema, perché dal bordo della propria storia su quella «linea d’ombra che ci separa dal nulla» e della storia collettiva che si fa catastrofica, egli si interroga circa l’acquisizione di un senso al trascorrere e al vivere personale e collettivo. Su quel ciglio, al bordo del quale «l’eterno Lacchè» lo tira per la falda, il poeta rovescia la paura e osa guardare se vi sia ancora qualche speranza. Non è solo la notte che ci circonda, forse è la penombra della coscienza, la camera «oscura» di Piero Marelli, la «mente notturna», il luogo in cui le immagini e i ricordi trascorrono, messi a fuoco e rovesciati, come speranza nel futuro: «l’ortografia capovolta» di tutta un’esistenza è il riscatto di ciò che scorre via e appare incompiuto, vinto e minacciato dal nulla. Se la luce è l’immagine dell’alba, dell’inizio pieno di aspettativa, se la tenerezza della penombra che sfuma i confini fa emergere quello che non si può vedere nettamente, che non si può definire, è la notte a offrirsi «splendente nella sua possibilità», contrapponendosi all’inevitabilmente contorno e insieme al limite dell’esistenza che ci costituisce come mancanti. (dall’Introduzione di Maria Teresa Parolini)
EAN
9788893466806
Data pubblicazione
2023 01 18
Lingua
ita
Pagine
76
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
120
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