I cinquant'anni che corrono tra il 1480 e il 1530 in Italia furono caratterizzati da un forte contrasto tra le istanze religiose e le certezze di una cultura che contava di potersi affidare soprattutto ai classici antichi. Gerolamo Savonarola reagì anche alla rinascita del platonismo e alla dottrina della "pia philosophia", considerati solo apparentemente religiosi. Si volle, quindi, difendere il Cristianesimo in quanto vera religione e sottolineare che un'etica nuova doveva animare non solo la società, ma in particolare la Chiesa, perché essa ritornasse alla perfezione del cristianesimo primitivo. Tuttavia l'esigenza di un rinnovamento si manifestava rispettando un limite: nessun rinnovamento poteva concludersi in una rivolta contro la sede di Roma. Questo atteggiamento si fece evidente allorquando cominciò a manifestarsi la gravità della crisi luterana e si dovette identificare più strettamente la fede "cattolica" con la fede di Roma: l'esigenza di rinnovamento non portò ad una Riforma italiana, ma si fermò sul suo limitare; perché vi fossero degli "eretici italiani", come sono stati chiamati, si dovette attendere la generazione successiva.
EAN
9788893590686
Data pubblicazione
2017 08 28
Lingua
ita
Pagine
392
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
168
Larghezza (mm)
241
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
655
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Rinascimento cristiano. Innovazioni e riforma religiosa nell'Italia del Quindicesimo e Sedicesimo secolo—