Sottrattasi suo malgrado alla supervisione del consorte, la vedova era considerata una minaccia allo status quo patriarcale. Godeva, anche grazie al beneplacito della legge, di un'autonomia decisionale che la poneva tuttavia al margine dell'archetipo comportamentale femminile, basato com'era sulla conformità alla volontà maschile, quella del padre prima e il marito poi, a difesa dell'onore familiare. Attraverso importanti documenti dell'epoca, questo studio analizza il processo idealizzante a cui la figura della vedova viene sottoposta nella trattatistica soprattutto del Cinquecento, per colmare il vuoto dell'autorità causato dalla morte del marito e dà prova di come alla vedova non fossero soltanto dirette norme limitative dell'indipendenza conquistata. Nel contesto della revisione controriformistica dei ruoli femminili, le vengono anche affidate responsabilità familiari e sociali, che la elevano a paladina dello stesso ordine che contemporaneamente ella contribuiva a turbare.
EAN
9788893597319
Data pubblicazione
2024 05 10
Lingua
ita
Pagine
316
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
171
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
594
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Tra ideale e reale. La vedova (in)dipendente nella trattatistica e nei carteggi italiani (secc. XV-XVII)—