Dalla critica al dogma centrale dell'odierna genetica pervengo al principio aristotelico di finalità, attraverso le riflessioni di Ernst Mayr sull'insufficienza delle interpretazioni fisicaliste, l'esposizione della prospettiva olistica di Richard Lewontin, il rilievo di Marcello Buiatti sulle "ambiguità" del messaggio del DNA. Hegel, nel ripensare il giudizio teleologico come principio immanente agli esseri viventi, recupera la nozione aristotelica di energheia, che per il prof. Chiereghin consiste nell'attività differenziatrice. La mia indagine ontologica riprende questa idea, nel tentativo di denunciare i limiti delle spiegazioni meccanicistiche e di evitare anche posizioni vitalistiche. Si prefigge di coniugare il determinismo dei processi vitali con l'attività che permette ai vari organi di interagire fra loro e con l'intero organismo di cui sono parti. Alla luce del principio aristotelico di finalità, inoltre, intende capire il funzionamento degli apparati del corpo umano e il modo in cui il soggetto si rapporta a qualsiasi oggetto.
EAN
9788893633390
Data pubblicazione
2024 10 22
Lingua
ita
Pagine
132
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
159
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
200
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Materia e mente. Il problema dell'essere, gli enti matematici, la natura del tempo—