Benché prediligesse la solitudine e l’otium, Petrarca partecipò talora in prima persona alla politica del tempo: in più occasioni gli fu infatti affidato l’incarico di oratore ufficiale in ambasciate e delicate missioni diplomatiche. Il calamo e la sapienza letteraria diedero allora prova di abile eloquenza politica. Questa attività, invero poco gradita, è documentata da quattro orazioni pervenute fino a noi, risalenti al periodo milanese al servizio dei Visconti: l’arringa pronunciata nei primi mesi del 1354 dinanzi al Doge e al Consiglio per esortare Venezia alla pace nel decennale conflitto con Genova; il sermo declamato nel giugno 1358 dinanzi al popolo di Novara e a Galeazzo II Visconti in cui, a nome del signore di Milano, prometteva misericordia e sollevava i cittadini terrorizzati e ammutoliti dall’accusa di perfidia e ribellione; il discorso a Parigi del gennaio 1361 dinanzi al re di Francia Giovanni il Buono, in cui si congratula per la liberazione dopo quattro anni di detenzione in Inghilterra. È giunta infine solo in un tardo volgarizzamento l’arringa tenuta a Milano nell’ottobre del 1354 durante la cerimonia in cui, dopo la morte di Giovanni Visconti, le insegne del signorile erano consegnate ai tre nipoti, Matteo II, Galeazzo II e Bernabò.
EAN
9788893665346
Data pubblicazione
2025 09 12
Lingua
ita
Pagine
194
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
206
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
242
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