Una storia da seguire con facilità
Per quale motivo un periodo della storia dell’opera italiana è stato trascurato o, peggio, liquidato sotto la sbrigativa definizione «interregno»? L’età plurale tenta di dare una risposta, fornendo per la prima volta un’interpretazione complessiva di un’epoca colma di avvenimenti, non solo interni al teatro, ma che anzi su esso si riverberano. Storia, società, biografie, tecniche compositive vengono lette come esiti di un complesso sistema di spinte e controspinte; abbracciare e descrivere la pluralità permette di sottrarre questi anni ai luoghi comuni che ne hanno fatto un proemio (qualitativamente inferiore) del “vero” Ottocento operistico.
Per quale motivo un periodo della storia dell’opera italiana è stato trascurato o, peggio, liquidato sotto la sbrigativa definizione «interregno»? L’età plurale tenta di dare una risposta, fornendo per la prima volta un’interpretazione complessiva di un’epoca colma di avvenimenti, non solo interni al teatro, ma che anzi su esso si riverberano. Storia, società, biografie, tecniche compositive vengono lette come esiti di un complesso sistema di spinte e controspinte; abbracciare e descrivere la pluralità permette di sottrarre questi anni ai luoghi comuni che ne hanno fatto un proemio (qualitativamente inferiore) del “vero” Ottocento operistico.
, con un tono tecnico.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.