All'inizio degli anni cinquanta Vitaliano Brancati pronunciò un breve discorso sul tema "Le due dittature" durante un convegno organizzato dal Congresso Internazionale per la libertà della Cultura, una struttura internazionale che si proponeva di coordinare intellettuali di ogni paese prevalentemente liberal-democratici o ex comunisti o socialisti riformisti. In quell'intervento Brancati esternava la sua concezione del liberalismo come situazione che garantisce la libertà di l'assenza di ogni forma di censura. Al di là di questo, però, e malgrado il suo carattere di occasionalità, il testo di Brancati aveva - e conserva tuttora - un valore emblematico nella letteratura sul totalitarismo, che egli condanna in assoluto, indipendentemente dalla sua matrice politica. Esso, infatti, illustra la fenomenologia della genesi della dittatura cercando di spiegare, in termini anche psicologici e sociologici, i meccanismi attraverso i quali l'individuo finisce per cedere alla «tentazione totalitaria» che ne annulla la personalità attraverso l'illusoria identificazione con la massa. Le sue riflessioni sulla perdita di individualità in una società massificata anticipano quelle della Arendt sull'atomizzazione sociale e sulla alienazione come prerequisiti per l'instaurazione di un regime totalitario.
EAN
9788893803304
Data pubblicazione
2025 03 01
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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