La cultura della guerra si fonda su alcuni assiomi che da secoli presentano i conflitti bellici come inevitabili, anzi addirittura auspicabili per un "sano e corretto" dispiegarsi della vita civile. Questa posizione ingannevole e pretestuosa, è supportata da autorevoli filosofi, letterati, poeti, artisti, politici e uomini appartenenti alle alte sfere militari, che da sempre hanno cercato di inculcare nella mente del popolo l'idea balorda di una "guerra giusta", mandando al macello migliaia di ragazzi innocenti. In quest'opera si dimostra, attraverso l'analisi di episodi della storia recente e passata, nonché di testimonianze di chi la guerra l'ha vissuta e la vive ancora in prima persona, come una cultura nonviolenta sia non solo possibile, ma anche la miglior arma da utilizzare per "sconfiggere" il nemico sul piano etico e culturale. Rifiutarsi di combattere e spostare la lotta sul piano civile e morale è l'unica strada per metter fine una volta per tutte alla folle logica del combattimento a tutti i costi che rischia di distruggere gli equilibri del nostro pianeta.
EAN
9788893846882
Data pubblicazione
2018 12 05
Lingua
ita
Pagine
336
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
513
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