Sì! Dopo lunghi anni di attesa giustizia è fatta. Con roboanti e tronfie frasi essa scende in prima linea. Non più Tocchi e Toghe, non più sorde aule, non più rassicuranti messaggi come "La legge è uguale per tutti" ma due avvocati uno trionfante per aver vinto, l'altro livoroso in quanto ha perso. Molto spesso non si tratta di una decisione giusta ma deve essere eseguita. I nostri padri latini affermavano: Summum ius, summa iniuria. È una locuzione latina il cui significato letterale è "somma giustizia, somma ingiustizia", oppure "il massimo del diritto, il massimo dell'ingiustizia". Cicerone (De officiis, I, 10, 33) la cita come espressione proverbiale. Una espressione analoga si trova infatti già in Terenzio (Heautontimorumenos, IV, 5): Ius summum saepe summa est malitia "somma giustizia equivale spesso a somma malizia". Affermazione che io ho sempre condiviso in quanto a prescindere dal caso concreto, che può essere stato giustamente valutato, il fatto che la decisione arrivi dopo un numero di anni eccessivo, produce "ingiustizia" e sicuramente anche la "malizia" ha contribuito alla dilatazione dei tempi.
EAN
9788893847346
Data pubblicazione
2018 08 03
Lingua
ita
Pagine
54
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
4
Peso (gr)
95
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Un uomo solo al comando. Piccola guida per rispettare l'ordine emanato da una sentenza—