«Perché i poeti?» si domanda Heidegger in un saggio della raccolta "Sentieri interrotti". L’interrogazione sul tema della poesia e sul ruolo del poeta rappresenta lo snodo determinante per comprendere il senso della «svolta» nel contesto del pensiero heideggeriano dalla metà degli anni Trenta. Rispetto all’argomentazione filosofica tradizionale, e dunque al linguaggio concettuale, con la poesia si apre per Heidegger la ricerca di una via linguistica alternativa che dischiuda la verità e dica l’essere in quanto evento. Definita «linguaggio originario», la poesia è intesa dal pensatore come il modo privilegiato di accadere della verità dell’essere. Il volume si propone di restituire la feconda complessità del dialogo di Heidegger con i suoi poeti d’elezione. Si tratta di un confronto che riguarda sia la poesia dell’antica Grecia (Omero, Pindaro, Eschilo, Sofocle), sia quella tedesca (Trakl, George, Hölderlin, Hebel, Rilke, Goethe, Mörike, Celan, Silesius), francese (Char, Rimbaud) e giapponese (Bashō). Ne emerge una riflessione su questioni decisive e attuali relative all’essenza e al ruolo dell’arte, alla funzione del linguaggio, al destino della tecnica e al senso della verità.
EAN
9788893872560
Data pubblicazione
2023 07 11
Lingua
ita
Pagine
260
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
235
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
15
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Paradosso. Rivista di filosofia. Vol. 1: Heidegger e i poeti—