“L’onore di un uomo è la sua libertà”: era questo il pensiero custodito nel cuore dei soldati boemi, moravi, slesiani e slovacchi che, dai campi di prigionia o direttamente dai teatri di battaglia, nel corso della Prima Guerra Mondiale rifiutarono la divisa austro-ungarica. L’Austria-Ungheria, da sempre matrigna perché madre di tedeschi e magiari, per loro non era la Patria. In questa storia, l’Umbria e gli Umbri fecero la loro parte. Come madri orfane dei propri figli al fronte, le città umbre si aprirono ed accolsero questi giovani senza Patria, rappresentando il contesto geografico della creazione del loro esercito nonché la cornice del loro addestramento militare. Le cronache dell’epoca e i diari dei militari raccontano che gli Umbri manifestarono la propria proverbiale umanità nell’accogliere i legionari come figli e fratelli, tributando loro stima e rispetto. Nel breve e concitato periodo di coesistenza, gioirono con essi e, crescendo la familiarità, finirono col riempirli di affetto. Ed è nel contesto ambientale che fa da sfondo a questa vicenda dimenticata che si intravede il piccolo, ma significativo merito dell’Umbria e degli Umbri.
EAN
9788893921305
Data pubblicazione
2019 01 01
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
160
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L'onore di un uomo è la sua libertà. La Legione ceco-slovacca dall’Umbria a Praga e Bratislava—