L’Opera di Santa Maria era l’ente responsabile per la costruzione e la manutenzione del Duomo, del Campanile, del Camposanto di Pisa e fu dotata a questi scopi di proprietà, derivanti da donazioni e lasciti vari. Ben vista dai pontefici e dagli imperatori, l’Opera aveva dei possedimenti dovunque arrivarono l’influenza e la presenza pisane. Poteva vantare possessi, oltre che a Pisa, in Sardegna, in Oriente, in Corsica, e nel resto d’Italia. In altre parole, in tutti quei luoghi nei quali era presente un nucleo di cittadini pisani e di loro interessi, l’Opera diventava custode dei diritti e promotrice dell’attività e potenza dei suoi concittadini lontani dalla patria. Non è quindi errato sostenere che gran parte delle affermazioni conseguite da Pisa in Sardegna ebbe origine dai privilegi ottenuti dall’Opera e ad essa riservati. L’importante istituto pisano aveva ingenti possedimenti in Sardegna: chiese, case, poderi, greggi e armenti, un’innumerevole quantità di servi e ancelle, dei quali resta attestazione nei fondi documentari custoditi a Pisa, nell’Archivio di Stato e nell’Archivio Capitolare.
EAN
9788893921794
Data pubblicazione
2020 09 01
Lingua
ita
Pagine
298
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
297
Larghezza (mm)
210
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Le relazioni tra l’Opera di Santa Maria di Pisa e la Sardegna. I documenti (1082-1429)—