Sulle spedizioni vichinghe in Occidente sappiamo molto, ma è meno noto quanto le rotte verso le terre più estreme e arcane del Settentrione abbiano catturato l'interesse e stimolato la fantasia degli scandinavi. In un'epoca nella quale mito, desiderio di scoperta ed interesse economico si tendevano la mano, la cosiddetta Bjarmaland divenne presto una meta ambita per pionieri, mercanti e predoni. Starkaor il vecchio, Ragnar loobrókr, Þorir hundr sono solo alcuni degli avventurieri che partirono per il Bjarmialand, accecati dalla ricchezze dei "finni d'Hyperborea". Il tema della Bjarmia, terra periferica ed impenetrabile, eppure crocevia di culture, imperi e qanati, mercato fiorente, regno di grandi ricchezze o mondo popolato da giganti e creature infere, ha attraversato tutto il medioevo affascinando storici come Adamo di Brema e Saxo Grammaticus, impreziosendo le topografie dei cicli scaldici, ma lasciando tuttavia irrisolte alcune questioni: a quale ceppo appartenevano i suoi abitanti? Quale forma di civiltà avevano istituito e quale religione praticavano? La Bjarmia storica era dunque la Pohjola dai mille tesori, il mitico "regno del nord" dei cicli epici baltofinnici?
EAN
9788894092622
Data pubblicazione
2015 01 01
Lingua
ita
Pagine
342
Tipologia
Libro
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