Tutto ebbe dunque inizio, se possiamo usare anche noi un incipit così… originale, da una nostra superficiale rilettura di quel famoso libriccino di Ser Niccolò, e dalla domanda che ci ponemmo circa la fine fatta nel moderno Occidente dai poteri del principe assoluto. Comunque, a parte ciò, ci venne in proposito abbastanza naturale di immaginare un “principe minore”, e cioè l’insieme dei cittadini intesi non come semplice massa inerte, ma centro e sede di ogni potere politico, i quali, finalmente divenuti coscienti, e attivi, e determinati, avessero deciso di trasferire a se stessi, attraverso le costituzioni, i poteri del principe assoluto. E che una costituzione fosse tanto più valida quanto più completamente attuasse quel trasferimento, riducendo al minimo la quota di potere per motivi tecnici non direttamente gestibile dai cittadini medesimi, o da loro rappresentanti direttamente eletti, creando allo scopo solo pochi organismi politici “di servizio”, sui quali il principe minore potesse però sempre avere il totale controllo.
EAN
9788894106336
Data pubblicazione
2016 11 29
Lingua
ita
Pagine
376
Tipologia
Libro in brossura
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Il principe minore. Struttura (perfettibile) della politica in Italia all'inizio del terzo millennio. Vol. 1—