I personaggi “casuali” di Angelo Mansueto si muovono in spazi e tempi indefiniti eppure non sono imprecisi senza un luogo, un fine; sono anzi descritti a volte con tratti incisivi, però al contempo riescono a sfuggire finendo deliberatamente “nell’irrisolto”, calati come sono tout-court in storie senza preamboli, messe cantate, proemi. Questo effetto riporta alla mente i racconti e la scrittura di Raymond Carver o i quadri di Hopper, naturalmente con debite differenze e scarti. In Carver si respira per esempio una inquietudine, un turbamento, un’angoscia (a volta esasperata dal suo editore Gordon Lish che lavorava con l’accetta sulle opere dello scrittore), presagi di una paura di vivere, la paura del buio, della morte. Una lettura che “sfila il tappeto sotto i piedi”. Quest’angoscia manca nei racconti di Angelo Mansueto, ma alla fine l’effetto destabilizzante risulta il medesimo, e cioè quello di “sfilare il tappeto sotto i piedi al lettore”. E così è capitato che “ho perso la mia ombra” e mi sono sentito “non più perpendicolare alla terra”.
EAN
9788894318210
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
72
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
180
Larghezza (mm)
115
Spessore (mm)
7
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