Una storia da seguire con facilità
Una bibliotecaria napoletana incontra per lavoro un architetto svizzero che, per età, potrebbe essere suo padre, ma che di fatto è padre di altri figli in una famiglia allargata. Quel contatto, nel giro di due giorni tra Lugano e Bellinzona, tra un viaggio metà in auto metà in treno ed una cena segnata da un non detto carico di pathos, si rivela un incontro chiave per ricalcare e forse risanare la ferita di una figlia. A causa o in virtù dell’assenza irrimediabile del padre la protagonista resta figlia, sottraendosi per caso, per destino o per volontà al ciclo di riproduzione, quello che “fa produrre padri” senza sosta.
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