Uno dei più importanti cenobi del Medioevo fu quello di Santa Maria d'Appennino, fondato nel X secolo a ridosso della dorsale appenninica umbro-marchigiana, sul monte Appennino tra i più importanti dello scacchiere difensivo fabrianese, della quale però già nel 1800 si erano perse le tracce. Potente sentinella orientale del valico, ha svolto un importante ruolo strategico. La terra di Fabriano e il suo territorio sono considerati "la chiave" per controllare i percorsi che, dal porto di Ancona e dalla pianura Padana, puntano ai facili passi Appenninici e conducono senza ostacoli verso la città di Roma e la costa tirrenica. Chi controlla questi punti obbligati ha la possibilità di difendere o conquistare la Città Eterna e l'Italia. Se il "corpo" dell'Abbazia è in gran parte perduto, grazie anche a questa opera di Federico Uncini, "l'anima" della Abbazia, coperta dai rovi e dalla vegetazione, ancora trasmette un brusio che incute rispetto. Una sensazione di potenza, maggiore di quella ottenuta dalla forza delle armi, pervade l'animo del visitatore che ancora coglie la grandezza della utopia benedettina della "Gerusalemme Celeste" edificata in terra.
EAN
9788894397680
Data pubblicazione
2019 09 14
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
275
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L'abbazia di Santa Maria d'Appennino sec. X-XII. Un potente baluardo strategico sui luoghi di confine longobardo-bizantino—