La pittura per Giuseppe Fava (Palazzolo Acreide 1925-Catania 1984), giornalista ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984, era un mezzo di comunicazione, un modo efficace per descrivere la Sicilia. Colori intensi, figure in primissimo piano, sguardi penetranti per raccontare gli animi; case povere addossate tra loro, maestose chiese barocche per ricordare i contrasti di questa terra, affascinante e complicata. Fava osservava con attenzione per raccontare senza timore, della sua isola seppe cogliere la recondita bellezza, nascosta talvolta dietro le apparenze. Dai secondi anni ‘70 il desiderio di fare della pittura uno strumento di denuncia sociale diventò sempre più urgente e lo combinò ad un’originale analisi delle fonti: volti minacciosi, sgradevoli, malvagi nei profili marcati per parlare di malaffare e corruzione, per descrivere quel tempo costellato di morti e di mandanti. La forza espressiva dell’opera pittorica si unisce a quella letteraria con un’originale galleria di personaggi: figure malinconiche, sofferenti, aggressive, bizzarre o surreali si muovono dai romanzi alla pittura, dalle inchieste alle incisioni, dai racconti ai disegni. Ognuna ci racconta qualcosa; noi dobbiamo guardarle e porci in ascolto.
EAN
9788894431605
Data pubblicazione
2019 01 01
Lingua
ita
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
22
Larghezza (mm)
24
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Giuseppe Fava: la pittura come documento racconto e denuncia—