La terra bresciana è colpita, fra il XV e il XVI secolo, da gravi crisi demonopatiche. Fra il Mella e il Tonale si sviluppa uno dei maggiori epicentri stregoneschi d'Europa. I bresciani tremano all'idea del demonio. Città e paesi vivono inqieti in una luce obliqua e crepuscolare, interpretando ansiosamente mille presagi infausti. Madonne lacrimanti e tempeste di ghiaccio, esplosioni di torri e invasioni di cavallette, guerre e saccheggi d'armati, sussurri di monache ispirate e truci prediche lasciano intendere che i "tempi fausti"sono finiti. Si dice che uomini e donne contrari alla dottrina della Chiesa si riuniscano nei boschetti a "foter e a balar" e che fra costoro si nascondano gli stessi sacerdoti. Si avviano i processi e anche il clero viene chiamato in causa. I parroci, portati alla sbarra confessano "de plano" (cioè spontaneamente, senza tortura) i peccati carnali. E così fanno le presunte streghe. I domenicani e la Serenissima ingaggiano un poderoso braccio di ferro per contendersi la supremazia del giudizio, tanto che l'esperienza bresciana porterà alla sigla di un concordato in materia inquisitoria.
EAN
9788894645934
Data pubblicazione
2023 09 07
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
225
Larghezza (mm)
145
Spessore (mm)
25
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Le streghe bresciane. Confessioni, persecuzioni e roghi fra il XV e il XVI secolo—