Quante volte ci siamo guardati allo specchio e ci siamo sorpresi davanti all'estraneo che ci accompagna silenziosamente? Quante volte ci siamo sentiti inadeguati nei nostri “ruoli”, così lontani dalla propriocezione ideale di noi stessi? In questo suo primo romanzo dal sapore metabiografico, Monica Colonna racconta essenzialmente la storia di un essere umano, del suo bisogno profondo di difendersi dall'altra umanità, a costo di rimanere solo con se stesso. Una donna, cento donne, infinite donne racchiuse nel bolo spirituale di un'esistenza apparentemente riconoscibile, ma che non ha davvero connotati certi, se non quelli di una determinazione all'esistenza, che va difesa oltre ogni convenzione, inclusa quella di essere madre. Partendo dal ruolo forse più radicato nella storia umana e femminile, quello materno appunto, percorrendo episodi di vita “vissuta”, soffermandosi sul significato di parole come canto e arte, la protagonista del romanzo racconta le tappe di un'esistenza in continuo e propulsivo divenire, nonostante e oltre il dolore che l'accompagna quotidianamente. L'arte, il teatro in particolare, diventa il modo più vero di sentire la forza vitale, in un gioco di specchi dove verità e finzione giocano al rimbalzo fino a confondersi in ununicum virtuoso. La bambina, la figlia, la donna, l'artista, la madre sono i volti di un unico personaggio volutamente senza nome, che ama, soffre e spera come ogni altro personaggio di questa storia senza tempo e senza fine.
EAN
9788894790160
Data pubblicazione
2024 04 03
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
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