Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Tre stanze. Stanze come spazi materiali in cui bivaccare. Stanze come strofe poetiche su cui poter navigare. Stanze come non-luoghi simbolici dove poi ammarare. Tre occhi gettati su altrettanti mondi possibili, nella vana speranza di riportare a casa per i propri simili qualche scintilla dal monte Olimpo. All’improvviso non sono più tre, ma trentatré: trentatré respiri esalati in trentatré universi paralleli e al contempo divergenti, uniti da maglie invisibili che rimandano nell’attitudine alle invisibili città di calviniana memoria.
Tre stanze. Stanze come spazi materiali in cui bivaccare. Stanze come strofe poetiche su cui poter navigare. Stanze come non-luoghi simbolici dove poi ammarare. Tre occhi gettati su altrettanti mondi possibili, nella vana speranza di riportare a casa per i propri simili qualche scintilla dal monte Olimpo. All’improvviso non sono più tre, ma trentatré: trentatré respiri esalati in trentatré universi paralleli e al contempo divergenti, uniti da maglie invisibili che rimandano nell’attitudine alle invisibili città di calviniana memoria.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.