Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Io non dimentico sembra evocare un racconto intriso di una memoria sanguinante, lacerazioni della coscienza in ombra, che nella pagina cercano un posto che le illumini e le chiarifichi. È un titolo fuorviante, ma solo in apparenza, perché non promette l’autodafé di un io risentito, che nella scrittura consuma la sua vendetta. In realtà si tratta di un’opera lieve, di delicata spietatezza, in cui la poesia ritrova la sua identità originaria, certificandola nel momento della confessione: non dimenticare è la regola d’oro del poeta.
Io non dimentico sembra evocare un racconto intriso di una memoria sanguinante, lacerazioni della coscienza in ombra, che nella pagina cercano un posto che le illumini e le chiarifichi. È un titolo fuorviante, ma solo in apparenza, perché non promette l’autodafé di un io risentito, che nella scrittura consuma la sua vendetta. In realtà si tratta di un’opera lieve, di delicata spietatezza, in cui la poesia ritrova la sua identità originaria, certificandola nel momento della confessione: non dimenticare è la regola d’oro del poeta.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.