Una storia da seguire con facilità
«Xe ’ncora tuto rosso, / cofà ’na ferìa che no’ se inciava» [«è ancora tutto rosso, / come una ferita che non si chiude», "Cue’a che credo (soneto)", p. 2]: è racchiusa in questo distico, che chiude il sonetto incipitario, la chiave della presente silloge di Favaron, inscritta nel segno del lutto e della perdita irredimibile. (Dall’introduzione di Maurizio Casagrande)
«Xe ’ncora tuto rosso, / cofà ’na ferìa che no’ se inciava» [«è ancora tutto rosso, / come una ferita che non si chiude», "Cue’a che credo (soneto)", p. 2]: è racchiusa in questo distico, che chiude il sonetto incipitario, la chiave della presente silloge di Favaron, inscritta nel segno del lutto e della perdita irredimibile. (Dall’introduzione di Maurizio Casagrande)
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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