Mauro Sambi esplora territori desueti, mirando – in una prospettiva archeologica – al rinvenimento delle sedimentazioni culturali, storiche ed emotive che le vicende umane attraggono in sé nel loro intrecciarsi, mediante un’interrogazione dolente sul senso del tempo e del suo costante declinare. Tale orizzonte estetico è segno di una dislocazione identitaria, di un senso di inappartenenza che da personale e privata – cifra di un esodo e di uno sradicamento insiti nella ‘geografia mentale’ istriana, i quali rinvengono il proprio approdo esclusivamente nella resistenza della lingua – assume statuto ontologico, perché in fondo il costante confliggere di ciò che fu e di ciò che è genera la preclusione al possesso del reale. Un punto di intersezione tra il chimico studioso delle superfici e il poeta sembra essere rappresentato dallo spazio topologico. Il reale incarna, proprio come in topologia, un’accezione di ‘vicinanza’ che è la più debole possibile; le forme trapelano dai versi con nitida precisione ma, paradossalmente, più sono evidenti meno possono essere definite nelle loro rimodulazioni, contrassegnate da plurimi ‘intorni’.
EAN
9788894911800
Data pubblicazione
2022 03 09
Lingua
ita
Pagine
367
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
194
Larghezza (mm)
149
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
540
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