Tomaso Pastorino, detto “il lungo”, è morto dissanguato sull'Isonzo per l’asportazione traumatica di ambedue le gambe. A Pietro Macciò le schegge di granata hanno squarciato il torace, così come a Gio. Batta Ottonello, che aveva solo diciannove anni. La fame e la dissenteria hanno consumato Carlo Macciò e Luigi Ottonello nei campi di prigionia di Boemia e Ungheria. Sono le storie, non tutte, dei caduti di Masone nella Grande Guerra. Novantuno storie individuali che, insieme ad altre 680.000, fanno la storia collettiva di una “strage inutile”, secondo la calzante definizione che, della Prima guerra mondiale, diede il papa Benedetto XV, pegliese di nascita, il quale montagne e contadini dell’entroterra ben conosceva. Storie che, in comune, non hanno avuto soltanto l’epilogo tragico, ma anche tanti momenti vissuti sotto il cielo di un paese montanino, bello soprattutto d’estate, ma talmente povero da costringere, già prima della guerra, almeno un quarto delle famiglie dei caduti ad andarsene lontano in cerca di una terra meno ostile e di una sorte meno grama.
EAN
9788895051284
Data pubblicazione
2016 06 30
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
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Masone nella grande guerra. Dalla piccola alla grande storia—