Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso Canto XVII) parla in termini encomiastici di Cangrande I della Scala (1291-1329), suo amico e protettore durante gli anni del suo esilio a Verona. Cangrande, nato sotto l’influenza di Marte, condivise un progetto segreto con Dante: la conquista e il dominio sull’intera penisola italiana. Dante lesse negli astri che egli era l’uomo della provvidenza, un Giulio Cesare redivivo. Purtroppo gli archivi veronesi andarono distrutti, ma esistono ancora delle tenui tracce negli scritti dei contemporanei, che l’autore esplora e interpreta.
Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso Canto XVII) parla in termini encomiastici di Cangrande I della Scala (1291-1329), suo amico e protettore durante gli anni del suo esilio a Verona. Cangrande, nato sotto l’influenza di Marte, condivise un progetto segreto con Dante: la conquista e il dominio sull’intera penisola italiana. Dante lesse negli astri che egli era l’uomo della provvidenza, un Giulio Cesare redivivo. Purtroppo gli archivi veronesi andarono distrutti, ma esistono ancora delle tenui tracce negli scritti dei contemporanei, che l’autore esplora e interpreta.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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